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Cocciopesto, carbonati e sabbie

Il cocciopesto è un legante minerale ottenuto dalla macinazione di frammenti ceramici selezionati, utilizzato storicamente per malte e intonaci ad alte prestazioni in ambienti umidi e salini. In ambito di restauro e bioedilizia, il cocciopesto si combina con leganti naturali, carbonati e sabbie per formulare impasti a elevata traspirabilità, adesione e durabilità. La presenza di silici e alluminosilicati reattivi favorisce processi pozzolanici, migliorando resistenza meccanica e stabilità dimensionale nel tempo.

Grazie alla granulometria controllata e alla compatibilità con supporti minerali (calce aerea o idraulica naturale), il prodotto riduce fenomeni di distacco, fessurazione e degrado legato ai cicli igro-termici, preservando l’autenticità materica delle superfici. È indicato in interventi su murature storiche, volte, pavimentazioni e intonaci di risanamento dove si richiedono porosità aperta, traspirabilità e resistenza ai sali.

In sistemi con carbonati e sabbie adeguatamente classificate, il cocciopesto migliora la lavorabilità in fase di posa e assicura un profilo prestazionale coerente con le cartelle storiche e le esigenze conservative.

Compatibilità

Compatibile con calce aerea/idraulica, carbonati e sabbie selezionati; ideale su supporti minerali storici e nuovi

Applicazioni Tipiche

Allettamento, rinzaffo, intonaco di fondo e pavimentazioni storiche; indicato in ambienti umidi e aree saline

Composizione e qualità

Granulato ceramico reattivo, granulometria controllata, prestazioni pozzolaniche, traspirabilità elevata, privo di additivi organici

Certificati da laboratori accreditati

Prodotti non inquinanti e non dannosi

Prodotto Ecosostenibile

Efficentamento energetico

Il cocciopesto Heres è una miscela minerale di granulati ceramici frantumati e calibrati, idonea come filler reattivo pozzolanico in malte di allettamento, rinzaffi e intonaci di fondo per il restauro. La selezione del materiale ceramico (laterizio cotto a temperature idonee) garantisce una percentuale stabile di fasi amorfe reattive, in grado di legare gli idrossidi di calcio liberati dai leganti naturali (calci aeree o idrauliche) e incrementare nel tempo la resistenza e la coesione dell’impasto.

L’inerte ceramico, leggermente poroso, contribuisce al controllo del ritiro, alla regolazione dell’umidità e alla diffusione del vapore, riducendo la possibilità di condense interstiziali. In sistemi con carbonati e sabbie ben graduati, favorisce una buona tessitura e un’adeguata finitura superficiale, compatibile con tinte a base minerale e pitture altamente traspiranti. Il colore caldo caratteristico consente di ottenere cromie in linea con superfici storiche. Prodotto privo di resine, solventi e additivi organici volatili, conforme ai criteri della bioedilizia e alle buone pratiche di cantiere in ambito conservativo.

La preparazione dell’impasto prevede la miscelazione del cocciopesto con leganti naturali (calce aerea o idraulica) e carbonati e sabbie selezionati. Aggiungere acqua pulita fino a ottenere una consistenza plastica e omogenea; impastare con betoniera a bicchiere o miscelatore a basso numero di giri, evitando di inglobare aria. Bagnare uniformemente i supporti assorbenti fino a “satura superficie asciutta”. Applicare a mano o con macchina intonacatrice in uno o più strati, rispettando gli spessori progettuali; compattare con frattazzo di legno per chiudere pori e migliorare la tessitura.

In condizioni calde/ventose, proteggere le superfici da essiccazioni rapide e curare la stagionatura con leggere nebulizzazioni nelle prime 24–48 ore. Per intonaci di risanamento o aree esposte ai sali, impiegare reti e profili compatibili con sistemi minerali; rispettare tempi di attesa prima delle finiture traspiranti. Non applicare sotto +5 °C, su supporti ghiacciati o saturi d’acqua. Consultare sempre la scheda tecnica del sistema previsto per dosaggi, sequenze di strato e cicli certificati.

 

Conservare il prodotto in luogo asciutto, fresco e ventilato, al riparo da umidità e aggressioni saline. Mantenere i sacchi integri e su pallet, evitando il contatto diretto con pavimentazioni umide. Non esporre a pioggia o irraggiamento solare diretto prolungato.

In caso di stoccaggi lunghi, verificare l’assenza di agglomerati e l’idoneità all’uso mediante prova preliminare in cantiere. Richiudere accuratamente i contenitori parzialmente utilizzati. Shelf-life tipico: 12 mesi in imballo originale non aperto, in condizioni idonee. Smaltire gli imballi secondo normativa locale.

 

  • Granulometria tipica (d/D): 0–1 mm e/o 0–3 mm (secondo variante).
  • Densità apparente secca: ~1.20–1.40 kg/L (valore indicativo).
    pH in dispersione: 7–9.
  • Assorbimento d’acqua: medio, coerente con inerte ceramico poroso.
  • Reattività pozzolanica: presente (dipendente dalla curva di cottura del laterizio).
  • Dosaggi indicativi in malta: 10–30% in volume sull’inerte totale, secondo uso.
  • Acqua d’impasto: adeguare alla lavorabilità richiesta (verificare con prova pratica).
  • Temperatura di applicazione: +5 °C / +30 °C.
  • Compatibilità: supporti minerali a base calce, mattoni, pietra naturale coesa.

 

I valori sono indicativi e non sostituiscono le specifiche della scheda tecnica ufficiale, che prevale per tolleranze e prestazioni di sistema.

Prodotto minerale in polvere: evitare inalazione di polveri e contatto prolungato con pelle e occhi. Utilizzare DPI idonei (occhiali protettivi, guanti, mascherina antipolvere conforme). Garantire un’adeguata ventilazione delle aree di lavoro; evitare di mangiare, bere o fumare durante l’uso. In caso di contatto con gli occhi, risciacquare abbondantemente e consultare un medico se l’irritazione persiste. Smaltire residui e imballi secondo normativa locale. Fare sempre riferimento alla Scheda di Sicurezza (SDS) aggiornata.

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Domande frequenti su Cocciopesto, carbonati e sabbie

1. Per quali interventi è consigliato il cocciopesto?

È ideale per malte e intonaci di restauro in ambienti umidi o salini, pavimentazioni storiche e rinzaffi traspiranti. Consulta la categoria Cocciopesto, leganti naturali, carbonati e sabbie per il corretto inquadramento.

Il costo complessivo dipende da spessore, stato del supporto e manodopera specializzata. In genere il solo materiale (sacco) incide in poche decine di euro, mentre la posa in opera varia in funzione di preparazioni, rinforzi e finitura finale. In letteratura di settore si trovano range indicativi per intonacature a cocciopesto nell’ordine di alcune decine di euro al m²; valori puntuali vanno sempre verificati con un sopralluogo e un computo. Per definire il ciclo più idoneo e ottimizzare la spesa, consulta la categoria di riferimento e i prodotti compatibili.

Sì, la tessitura porosa e la reattività pozzolanica possono contribuire a gestire umidità e sali. Per gli strati di finitura compatibili, vedi la categoria dedicata.

Dipendono dal sistema e dalla destinazione d’uso. In generale, applicare per strati e curare l’umidità iniziale. Riferirsi sempre alla scheda tecnica del ciclo e alla categoria di appartenenza.

Sì, su supporti stagionati e coesi è compatibile con finiture minerali altamente traspiranti.

Prevedere pulizia, consolidamento locale e bagnature fino a saturazione superficiale asciutta. In cicli completi, selezionare primer/fondi minerali indicati dai prodotti compatibili.

Il cocciopesto è costituito da frammenti di laterizio/terracotta macinati e calibrati che, miscelati con leganti naturali (calce aerea o idraulica), danno origine a malte pozzolaniche traspiranti e durevoli. La natura ceramica porosa aiuta a gestire umidità e sali, mentre la reattività con la calce incrementa coesione e resistenza nel tempo.

Il costo complessivo dipende da spessore, stato del supporto e manodopera specializzata. In genere il solo materiale (sacco) incide in poche decine di euro, mentre la posa in opera varia in funzione di preparazioni, rinforzi e finitura finale. In letteratura di settore si trovano range indicativi per intonacature a cocciopesto nell’ordine di alcune decine di euro al m²; valori puntuali vanno sempre verificati con un sopralluogo e un computo.

Si parte da sabbie/carbonati selezionati e granulato di cocciopesto, miscelati con calce (aerea o NHL). I dosaggi variano in base all’uso (rinzaffo, allettamento, intonaco di fondo): in molti casi il cocciopesto rappresenta una quota del pacchetto inerte (ad es. 10–30% in volume) per ottenere reattività pozzolanica, tessitura e cromia idonee. Si impasta con acqua pulita fino a consistenza plastica, si bagna il supporto fino a “satura superficie asciutta” e si applica per strati compattando a frattazzo.

L’intonaco a cocciopesto è indicato quando servono traspirabilità, gestione dell’umidità di risalita e migliore tolleranza ai sali. È usato in restauri di murature storiche (interni/esterni), ambienti umidi, porzioni soggette a condensa e superfici che richiedono continuità materica con i substrati originari. Può essere integrato in cicli naturali CAM, con finiture minerali compatibili.

La resa dipende da granulometria e densità dell’impasto. A titolo orientativo, per intonaci minerali si considerano circa 13–18 kg/m² per cm di spessore. Con questa forchetta, un sacco da 25 kg copre mediamente 1,4–1,9 m² a 1 cm. In presenza di sottofondi irregolari, rete d’armatura o maggiori spessori, il consumo cresce. Per una stima affidabile occorre un test in cantiere sul ciclo scelto.

Sì, è adatto per interni purché i supporti siano coesi e correttamente stagionati. Mantiene elevata traspirabilità e contribuisce al comfort igrometrico; per questo spesso si abbina a pitture minerali o a calce. Dopo la stagionatura, scegli finiture altamente permeabili al vapore; tra gli intonachini/fondi traspiranti per cicli leggeri puoi valutare Termocover.

Preferisci detergenti pH-neutri e metodi non aggressivi (panni morbidi, spazzole a setola naturale). Evita acidi e prodotti filmogeni che riducono la traspirabilità. In esterno, proteggi da asciugature rapide nelle prime 48 ore post-posa e, se necessario, valuta protettivi minerali traspiranti compatibili con il ciclo scelto.