Le caratteristiche di un Intonaci per Risanamento Bio
Supporti e preparazione
Rimuovere parti incoerenti, croste saline e vecchie pitture filmogene; spazzolare e lavare. In presenza di forte salinità valutare impacchi con RC-DESAL e successivo blocco-sali. Prima del rinzaffo, bagnare a rifiuto i supporti e curare giunti, cambi di materiale e riprese. Questo set-up garantisce adesione e durata agli intonaci per risanamento.
Stratigrafia consigliata e spessori
Rinzaffo minerale (3–5 mm) per creare grip e uniformare l’assorbimento; quindi intonaco macro-poroso in due passate “fresco su fresco” fino a 15–20 mm complessivi, con tempi di asciugatura tra gli strati. Chiusura con finitura risanante (1–2 mm) a granulometria fine. La stratigrafia mantiene continuità di porosità e migliora la resa del risanamento muri umidi.
Traspirabilità, porosità e gestione dei sali
I leganti a base calce e gli inerti leggeri creano una rete di macro-pori: il vapore migra verso l’esterno, i sali si depositano in volume e non sulla faccia a vista. Filtri e blocca-sali agiscono come “valvole” selettive: rallentano la risalita ionica e proteggono l’intonaco. È il principio che distingue un intonaco per umidità di risalita da un rivestimento pellicolare.
Finiture, pitture e manutenzione
Usare finiture e pitture minerali traspiranti (calce, silicati). Evitare resine e vernici filmogene che ostacolano la diffusione del vapore. La manutenzione è semplice: rimozione periodica di efflorescenze superficiali, eventuali riprese localizzate con lo stesso ciclo e, se necessario, rinnovi di velature minerali. Così gli intonaci per risanamento mantengono efficienza e uniforme qualità estetica.