H-66 Cemento Romano (Caementicium) è un legante idraulico naturale progettato per interventi in cui servono compatibilità con supporti storici, traspirabilità e una resistenza meccanica superiore, evitando l’uso del cemento Portland. Grazie alla presa pozzolanica e al basso contenuto di sali solubili, è indicato quando si vogliono ridurre i rischi di efflorescenze e degradi tipici di malte non compatibili. Il colore naturalmente bruno lo rende inoltre adatto in contesti dove è importante mantenere cromie coerenti con le malte tradizionali.
È un legante pensato per la produzione di malte da muratura, malte da ricostruzione e malte strutturali, sia in interno sia in esterno, soprattutto su paramenti esposti a umidità e sollecitazioni climatiche. La presenza di cocciopesto e pozzolane naturali rafforza la componente idraulica e contribuisce a migliorare durabilità e risposta ai sali veicolati per capillarità, rendendo il cemento romano una scelta tecnica per il restauro conservativo.
Legante naturale senza Portland, traspirante e idoneo a murature storiche e supporti minerali tradizionali
Applicazioni tipiche: allettamento, ricostruzioni e malte strutturali; ottimo in esterno e in presenza di umidità
Composizione e qualità: calce FL, cocciopesto e pozzolane naturali; presa pozzolanica, basso contenuto sali, elevata durabilità
Il cemento romano è un legante con comportamento idraulico, capace di indurire anche in presenza di acqua grazie alle reazioni di idratazione e alla componente pozzolanica. Nel caso di H-66 Cemento Romano, la formulazione è studiata per l’edilizia storica: senza cemento Portland, con basso contenuto di sali solubili e con un profilo prestazionale orientato a durabilità e resistenza, senza sacrificare traspirabilità e compatibilità con supporti minerali tradizionali. La miscela integra cocciopesto (laterizio macinato) e pozzolane naturali, che aumentano la componente idraulica e aiutano a gestire l’aggressività dei sali in presenza di umidità di risalita. È indicato come legante per malte di allettamento, ricostruzioni, ripristini e impasti con inerti selezionati, soprattutto quando si desidera una risposta più “forte” rispetto a leganti più dolci, mantenendo logiche di restauro.
Verifica che le parti da ripristinare siano ben aggregate. Rimuovi polveri, sporco, grassi e parti incoerenti o in distacco. Su supporti assorbenti, esegui una bagnatura uniforme (meglio nebulizzata) prima della posa, evitando ristagni: l’obiettivo è saturare senza “lucidare” il fondo. Sigilla fessure e regolarizza il supporto per ridurre ringrossi e discontinuità, che possono aumentare il rischio di cavillature da ritiro.
Impasto e dosaggi indicativiH-66 può essere miscelato con inerti idonei. Indicativamente, per impasti a malta: 200–250 kg di H-66 + 25 kg di grassello per m³ di inerte (granulometria 0–3 mm). Per impasti a massetto: 300 kg/m³ con inerte 0–5 mm. Impasta in betoniera fino a completa omogeneizzazione con acqua pulita.
Regole operative (fondamentali)Non aggiungere cementi, antigelo, additivi chimici o altri leganti: possono alterare le caratteristiche chimico-fisiche e la compatibilità del sistema. Dopo la posa, proteggi da vento, sole e pioggia e mantieni umida l’applicazione per almeno 24 ore: è una misura pratica che incide direttamente su adesione, finitura e durabilità nel tempo.
Conserva H-66 in ambiente asciutto, protetto da gelo e umidità, evitando esposizione diretta al sole e forti escursioni termiche. In cantiere, lavora preferibilmente tra +5°C e +30°C. Evita l’applicazione su superfici surriscaldate (oltre 35°C) o gelate e non applicare se è previsto gelo nelle 24 ore successive. Proteggi l’intervento da pioggia, vento e sole per almeno 24 ore, così da ridurre il rischio di bruciature superficiali e cavillature da essiccazione rapida. Nota: è sconsigliata l’applicazione a contatto con alluminio puro.
H-66 è un legante idraulico naturale con indurimento carbonatico e idraulico, progettato per ricette a malta o calcestruzzi “storicamente compatibili” con inerti selezionati. Di seguito i principali riferimenti tecnici utili per capitolati e scelta di cantiere:
Consumi e rese dipendono da ricetta, granulometria e condizioni reali del supporto: per applicazioni critiche è consigliabile prevedere prove preliminari in opera.
H-66 è un materiale minerale alcalino. Durante la movimentazione e l’impasto, utilizza guanti e mascherina per le polveri e adotta le normali misure di protezione per leganti a base calce/pozzolana. In caso di contatto con gli occhi, lavare abbondantemente con acqua e consultare un medico. L’utilizzatore deve verificare idoneità del supporto, compatibilità della ricetta e adeguatezza delle condizioni di posa; in caso di dubbi, è buona prassi confrontarsi con il supporto tecnico.
| Codice | Documento | Categoria | Descrizione | Download |
|---|---|---|---|---|
| AL01 | Scheda tecnica |
Caratteristiche | Dati fisici, chimici e prestazionali del materiale | Apri PDF |
| AL02 | Scheda di sicurezza |
Sicurezza | Norme di sicurezza e manipolazione del prodotto | Richiedi subito |
| AL03 | Certificazione CE |
Conformità | Certificazioni europee e conformità normativa | Richiedi subito |
Il cemento romano è un legante con comportamento idraulico e componente pozzolanica, capace di indurire anche in presenza d’acqua. Nella versione Heres H-66 Cemento Romano è formulato senza cemento Portland e con basso contenuto di sali solubili, per favorire compatibilità e durabilità su murature storiche. È utile quando devi produrre malte da muratura, ricostruzioni o impasti strutturali mantenendo traspirabilità e coerenza con i supporti minerali tradizionali. La presenza di cocciopesto e pozzolane naturali aiuta inoltre a gestire umidità e sali, due fattori che accelerano i degradi negli edifici storici.
Sì. H-66 è indicato per applicazioni in interno ed esterno quando serve resistenza all’azione dell’acqua e stabilità nel tempo, ad esempio su paramenti esposti o in contesti con umidità persistente. La chiave è rispettare le buone pratiche: supporto pulito e coerente, bagnatura uniforme su fondi assorbenti, protezione dalla rapida essiccazione e corretta stagionatura nelle prime 24 ore.
Per malte: indicativamente 200–250 kg di H-66 + 25 kg di grassello per m³ di inerte (0–3 mm). Per massetti: circa 300 kg/m³ con inerte 0–5 mm. Impasta in betoniera fino a completa omogeneizzazione con acqua pulita, senza aggiungere additivi o altri leganti. Se devi ottimizzare lavorabilità e tempi di cantiere restando nella stessa macro-categoria, valuta anche H-66 Svelto.
Rimuovi polveri, sporco e parti incoerenti. Su supporti assorbenti, esegui una bagnatura uniforme prima della posa, evitando ristagni. Regolarizza il fondo e sigilla le fessure per limitare ringrossi e discontinuità di spessore. Dopo l’applicazione, proteggi da vento/sole/pioggia e mantieni umida la malta per almeno 24 ore: è una misura semplice ma determinante per ridurre ritiro plastico e cavillature, soprattutto in condizioni secche o ventilate.
No. È sconsigliata l’aggiunta di cementi, antigelo o additivi chimici: alterano le caratteristiche del legante e possono ridurre compatibilità e traspirabilità. Nel restauro conservativo, aumentare la resistenza senza criterio può essere controproducente: si rischiano differenze di rigidezza e scambi termo-igrometrici non coerenti con la muratura, oltre a fenomeni legati ai sali. Se la prestazione richiesta è diversa, è preferibile scegliere il legante più adatto tra i Leganti Forti e calibrare la ricetta sugli inerti.
Sì. H-66 è progettato per interventi di restauro conservativo e per la produzione di malte compatibili con supporti minerali tradizionali. Su pietra e laterizio, la compatibilità dipende anche dalla ricetta: usa inerti naturali idonei, bagnatura corretta e stagionatura protetta.
Conserva in luogo asciutto, al riparo da umidità e gelo. In posa, lavora preferibilmente tra +5°C e +30°C ed evita superfici surriscaldate oltre 35°C o gelate, così come condizioni con rischio gelo nelle 24 ore successive. Proteggi sempre l’intervento da sole, vento e pioggia nelle prime 24 ore. Per confrontare prodotti affini della stessa macro-categoria, vedi anche H-C60 Calce Canova e H-68 Calce Romana.
Il cocciopesto (laterizio macinato) apporta una componente pozzolanica che aiuta la formazione di composti idraulici e migliora la durabilità in condizioni di umidità. In H-66 lavora insieme alle pozzolane naturali per rafforzare la presa e migliorare la risposta ai sali veicolati per capillarità, un tema tipico nelle murature storiche. Se stai valutando la soluzione più adatta, puoi partire dalla famiglia Leganti Forti e scegliere in base a supporto, ambiente e tempi di cantiere.
In capitolato puoi specificare un legante idraulico naturale pozzolanico privo di cemento Portland, a basso contenuto di sali solubili, destinato alla produzione di malte e impasti compatibili per restauro conservativo. Indica che la miscela deve essere realizzata esclusivamente con il legante prescritto e inerti idonei, con bagnatura preventiva su supporti assorbenti e protezione/stagionatura nelle prime 24 ore. Per coerenza di gamma, puoi richiamare la macro-categoria Leganti Forti e indicare che eventuali variazioni di ricetta devono essere validate con prove preliminari in opera.
Il cosiddetto opus caementicium era basato su una logica semplice ma efficace: calce + pozzolana + acqua, con caementa (frammenti di roccia, laterizi o pietre) come aggregati. La pozzolana trasformava la malta di calce in una malta idraulica, capace di indurire anche in condizioni umide o sott’acqua. Inoltre, la formazione di nuovi minerali nel tempo rendeva la matrice più compatta e stabile.
Il “cemento romano” storico non è il cemento Portland moderno: nasce come miscela di calce spenta, cenere vulcanica (pozzolana) e acqua, integrata con caementa (scaglie di tufo, mattoni rotti, cocci, pietre). In contesti marittimi veniva spesso impiegata anche acqua di mare, che favoriva reazioni idrauliche e la formazione di composti minerali nel tempo. La differenza chiave è che il Portland è un legante industriale “unico”, mentre la ricetta romana è un sistema calce-pozzolana-aggregati. Se cerchi un legante tecnico per interventi compatibili, guarda H-68 Calce Romana e H-66.
In alcune formulazioni storiche si osserva un effetto di autoriparazione: microfessure e porosità possono essere “richiuse” nel tempo grazie a fenomeni di ricristallizzazione e alla crescita di nuovi composti minerali, soprattutto in presenza di umidità. In pratica, l’acqua che penetra nelle micro-crepe può favorire la dissoluzione e la successiva precipitazione di composti a base di calce, riducendo progressivamente la permeabilità locale. È un concetto utile anche oggi: in restauro, l’obiettivo è una matrice compatta ma traspirante, senza additivi estranei. Per interventi coerenti con questa logica, valuta Leganti Forti.
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