Il filtro antisale murature è un pretrattamento minerale che stabilizza supporti contaminati da efflorescenze e umidità, creando una barriera antisale traspirante tra substrato e nuovi strati d’intonaco. Inserito correttamente nel ciclo, il trattamento preventivo sali limita la migrazione ionica, migliora l’adesione e prolunga la durabilità del sistema deumidificante. L’antisale bio a base calce e cocciopesto è compatibile con pietra, laterizi e murature miste, e si integra con impacchi estrattivi, rinzaffo e intonaco risanante della linea “Intonaci per risanamento.
Filtro antisale murature compatibile con pietra, laterizio e supporti misti; antisale bio traspirante, integra cicli naturali a base calce
Trattamento preventivo sali tra estrazione e intonacatura: impacchi RC-DESAL, barriera antisale RC-36, rinzaffo RC-02, deumidificante RC-04
BoIacca minerale NHL con cocciopesto fillerizzato, inerti selezionati; Sd 2 N/mm², nessun passaggio d’acqua a 7 giorni
Il filtro antisale murature (RC-36) è una boiacca di calce idraulica naturale da impastare con acqua e applicare in strati sottili prima del ciclo di intonaci per risanamento. Agisce come trattamento preventivo sali, impedendo o riducendo la migrazione di nitrati, cloruri e solfati dal supporto al nuovo intonaco e prevenendo la formazione di efflorescenze saline. La formulazione minerale (NHL, inerti selezionati, cocciopesto fillerizzato, additivi naturali) è priva di resine e siliconi: resta traspirante, regolando la diffusione del vapore senza creare pellicole occlusive (Classe I, Sd < 1 m). L’antisale bio è studiato per laterizio, pietra naturale, tufi e superfici cementizie; si inserisce nel ciclo risanante con RC-02 (rinzaffo) e RC-04 (intonaco deumidificante). In presenza di forti croste saline, si consiglia il pretrattamento con convertitore/impacchi estrattivi (RC-DESAL) prima della barriera antisale.
Dopo spicconatura e pulizia a secco (rimozione parti incoese/sali superficiali), preparare RC-36 con acqua potabile (≥ +8 °C) fino a consistenza fluida. Bagnare a rifiuto il supporto e portarlo a satura superficie asciutta per evitare cavillature da ritiro. Stendere con pennellessa o spatola metallica in spessori ~1 mm per mano, su fondo pulito e coeso; applicare almeno due mani dopo indurimento della precedente, proteggendo da sole, vento e pioggia. Attenersi ai consumi minimi ~3 kg/m² e proseguire con RC-02 Rinzaffo (attesa tecnica) e RC-04 Deumidificante. In caso di muri a elevato carico salino, effettuare in precedenza impacchi estrattivi con RC-DESAL (cicli 4–28 giorni, spessori 0,5–1 cm). Non usare additivi anticongelanti, non eccedere con acqua d’impasto; rispettare il range termico +5 °C / +35 °C.
Conservare il filtro antisale murature in luogo asciutto e ventilato, al riparo da umidità, pioggia e gelo. Richiudere i sacchi parzialmente utilizzati; evitare forti escursioni termiche e irraggiamento diretto. Shelf-life 24 mesi dalla produzione (imballo integro). In cantiere, proteggere le superfici fresche per 48 ore dal gelo e da asciugature accelerate; in clima caldo o supporti assorbenti, imbibire bene il fondo per evitare ritiro idraulico. Lo smaltimento a fine vita può avvenire come inerte non pericoloso (materiale inorganico, contenuto in riciclati ~10%).
Prodotto: RC-36 (boiacca antisale)
Granulometria: max 0,5 mm
Consumo indicativo: ~3 kg/m² totali (applicazioni a più mani)
Prestazioni principali:
Impermeabilità all’acqua a 7 gg: nessun passaggio
Resistenza all’acqua: ~1 bar
Traspirabilità: Sd < 1 m (Classe I)
pH: > 10
Reazione al fuoco: A2
Acqua d’impasto: ~20%
Ritenzione d’acqua: ~90%
Peso specifico della polvere: ~1300 kg/m
Prodotto inorganico e alcalino: indossare DPI (guanti, occhiali, mascherina antipolvere). Evitare contatto con pelle e occhi; in caso di contatto oculare, sciacquare con abbondante acqua. Non applicare sotto +5 °C o sopra +35 °C; proteggere dal gelo per 48 ore; evitare asciugature rapide su supporti caldi/assorbenti (bagnare a rifiuto). Non additivare con anticongelanti; evitare prodotti filmogeni tra trattamento preventivo sali e strati successivi.
| Codice | Documento | Categoria | Descrizione | Download |
|---|---|---|---|---|
| AL01 | Scheda tecnica |
Caratteristiche | Dati fisici, chimici e prestazionali del materiale | Apri PDF |
| AL02 | Scheda di sicurezza |
Sicurezza | Norme di sicurezza e manipolazione del prodotto | Richiedi subito |
| AL03 | Certificazione CE |
Conformità | Certificazioni europee e conformità normativa | Richiedi subito |
Un filtro antisale murature è un trattamento minerale che riduce la migrazione dei sali solubili verso la superficie, migliorando l’adesione e la durata dell’intonaco definitivo. È utile dopo la fase di estrazione/impacco e prima dell’intonaco risanante, soprattutto su murature molto contaminate o in prossimità di fonti di umidità persistenti. Per i casi severi valuta RC-04. L’inquadramento generale è nella categoria Intonaci per risanamento.
Non sempre. Se la muratura presenta contenuti salini moderati, può bastare il ciclo estrattivo + risanante. Quando invece l’analisi visiva indica efflorescenze ricorrenti o croste saline tenaci, un trattamento preventivo sali con filtro antisale aiuta a stabilizzare il supporto. Integra il trattamento con rinzaffo naturale per uniformare gli assorbimenti e completa con intonaco deumidificante. Vedi l’intero percorso nella categoria.
Il filtro antisale murature è un trattamento preventivo sali che stabilizza il supporto dopo la fase estrattiva, riducendo la migrazione di nitrati, cloruri e solfati verso i nuovi strati di intonaco. In pratica crea una barriera antisale minerale, traspirante, che migliora l’adesione di rinzaffo e deumidificante e limita ricristallizzazioni e distacchi precoci. È parte integrante dei cicli naturali a base calce e cocciopesto. La struttura completa del sistema è descritta nella categoria Intonaci per risanamento.
La procedura più adottata prevede: pulizia a secco del paramento → impacchi estrattivi con RC-DESAL (uno o più cicli) → eventuale strato temporaneo RC-01 Intonaco di Sacrificio → applicazione del filtro antisale murature RC-36 → RC-02 Rinzaffo per uniformare assorbimenti → RC-04 Intonaco Deumidificante. Questa sequenza riduce la pressione cristallina sotto il nuovo sistema e rende più prevedibile la durabilità.
Sì. Un antisale bio a base calce naturale, inerti carbonatici e cocciopesto è progettato per mantenere traspirabilità e continuità materica con pietra, mattoni pieni e murature miste. Dopo il filtro antisale murature RC-36, il ciclo prosegue con RC-02 e RC-04, mantenendo tutti i prodotti su base minerale. Per il quadro generale consulta la categoria.
Evitare fondi polverosi o saturi d’acqua in superficie; portare sempre il supporto a “satura superficie asciutta”. Non usare additivi non previsti né prodotti filmogeni tra filtro antisale murature e strati successivi. Rispettare spessori/consumi e condizioni climatiche: temperatura del supporto e dell’aria tra +5 °C e +35 °C, protezione iniziale da sole, vento e pioggia. Dopo la barriera procedere sempre con RC-02 Rinzaffo e RC-04.
Molto. Vento e alte temperature accelerano l’evaporazione e possono indurre cavillature se non si è bagnato correttamente il supporto; freddo e gelo rallentano presa e adesione. Prevedi protezioni per 24–48 ore e rispetta i tempi tra filtro antisale murature, rinzaffo e deumidificante. In casi severi, inserisci cicli di RC-DESAL prima della barriera.
È fondamentale agire su due fronti: rimuovere i cristalli superficiali e impedire nuova migrazione di sali. Dopo la spazzolatura a secco, esegui cicli di impacco con RC-DESAL Estrattore di Sali, quindi applica un filtro antisale murature come RC-36 quale trattamento preventivo sali. Completa il ciclo con RC-02 Rinzaffo e RC-04 Deumidificante. Panoramica completa nella categoria Intonaci per risanamento.
La risalita capillare si gestisce con un ciclo minerale e traspirante: rimozione intonaci ammalorati, impacchi antisale (RC-DESAL), eventuale RC-01 Intonaco di Sacrificio, quindi barriera antisale (RC-36) come antisale bio. Si chiude con RC-02 e RC-04. Il ciclo mantiene alta permeabilità al vapore e limita ricristallizzazioni saline.
Lavora sempre a secco: spazzole a setole rigide + aspirazione, evitando lavaggi abbondanti che trascinano i sali più in profondità. Procedi per piccole aree, con passate leggere e frequenti, e indossa DPI (occhiali, mascherina, guanti). Se le croste sono tenaci, applica impacchi assorbenti a base di cellulosa/bentonite preparati con acqua demineralizzata, lasciando asciugare e rimuovendo a scaglie. Su laterizi antichi usa setole non metalliche per non lucidare la superficie; su pietra tenera riduci la pressione. Se servono prodotti specialistici, consulta la categoria intonaci per risanamento per soluzioni compatibili.
Evita acidi forti, sverniciatori e idropulitrici ad alta pressione: dissolvono temporaneamente i cristalli ma aumentano la porosità e favoriscono nuovi affioramenti. Non bagnare la superficie prima della spazzolatura, non usare dischi abrasivi che lucidano la faccia a vista e non sigillare con prodotti filmogeni. Preferisci spazzole semi-rigide, aspirazione e impacchi mirati. Una volta pulito, controlla giunti e gocciolatoi: ristagni e stillicidio accelerano le efflorescenze. Se devi reintegrare porzioni erose, informati su malte compatibili in questa sezione.
Sui paramenti storici è preferibile la rimozione meccanica e l’impacco assorbente. Detergenti debolmente tamponati possono essere tollerati solo su supporti compatti e moderni, dopo prova in area nascosta e risciacquo controllato (panni leggermente umidi, non getti d’acqua). Evita prodotti clorurati e solventi reattivi con calcare e cocciopesto. Se il fenomeno si ripresenta subito, non aumentare la chimica: verifica invece le cause (apporti d’acqua, sali residui, ventilazione) e valuta soluzioni specifiche disponibili nella categoria.
Sui paramenti storici è preferibile la rimozione meccanica e l’impacco assorbente. Detergenti debolmente tamponati possono essere tollerati solo su supporti compatti e moderni, dopo prova in area nascosta e risciacquo controllato (panni leggermente umidi, non getti d’acqua). Evita prodotti clorurati e solventi reattivi con calcare e cocciopesto. Se il fenomeno si ripresenta subito, non aumentare la chimica: verifica invece le cause (apporti d’acqua, sali residui, ventilazione) e valuta soluzioni specifiche disponibili nella categoria.
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